Medioevo Ciociaro
Monte sta a indicare il fenomeno dell’incastellamento, quando le invasioni barbariche costrinsero le popolazioni a rifugiarsi in luoghi alti, più sicuri e protetti; San Giovanni deriva dal monastero benedettino del VI secolo dedicato ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista; Campano è l’aggettivo derivante da Campagna, una delle province dello Stato Pontificio cui apparteneva il borgo, aggiunto nel 1872 per non confonderlo con l’altro Monte San Giovanni esistente nel Lazio.
Si chiama semplicemente Il Borgo, il centro storico di Monte San Giovanni Campano. Costruito lungo il digradare di un collo roccioso alto 420 metri, è formato da un nucleo fortificato, il Castello, e da un abitato che scende verso il basso ad anelli, con case addossate le une alle altre, quasi tutte con pareti esterne provviste di feritoie. Una poderosa cinta muraria, di cui sono visibili solo pochi tratti, difendeva il lato nord-est, mentre gli altri versanti erano resi sicuri da strapiombi e aspri pendii rocciosi. Lungo il perimetro dell’abitato sono dislocate trentasei torrette quadrate e cilindriche, ormai inglobate nelle case perimetrali o sommerse dalla vegetazione. Delle cinque porte originarie ne restano tre, la Codarda, la Rendola e quella della Scrima, mentre le restanti due, Valle e Rione, sono state sacrificale alle esigenze della circolazione automobilistica. Nel Castello, ben conservato, vale la pena di visitare le parti di pregio che ancora lo compongono, come un sontuoso palazzo di stile rinascimentale, diversi altri interessanti edifici, la cella (trasformata successivamente in cappella) in cui San Tommaso fu tenuto dai fratelli e due torri, una delle quali curiosamente pentagonale. Del Palazzo Ducale invece resta ben poco: era costituito da cinque piani e aveva la particolarità di essere più alto della torre maschia; gli ultimi tre piani furono demoliti a causa dei terremoti del 1703 e del 1915. La torre maschia guarda verso il Piazzale di Corte, il punto più alto del centro storico, dal quale si gode un panorama che spazia dai monti Ernici ai Marsicani, da quelli della Meta fin verso il monte Cairo, gli Ausoni, gli Aurunci e i Lepini. Sulla stessa piazza si nota l’elegante edificio del Bargello. La Collegiata di Santa Maria della Valle è la chiesa principale del borgo. Distrutta dalle artiglierie di Carlo VIII, fu ricostruita dalle fondamenta nel XVI secolo a croce latina su disegno della scuola di Bramante. Presenta un artistico portale di bronzo, opera dello scultore Tommaso Gismondi, e custodisce la statua lignea della Madonna del Suffragio, alta circa due metri, attribuita a un artista di scuola fiamminga. Nel Palazzo Comunale, che condivide con la Collegiata lo spazio di Piazza Marconi, merita una visita la splendida sala consiliare. Restano da vedere inoltre la Chiesa di Santa Margherita col suo campanile romanico in parte murato, e quella di San Pietro fuori le mura, a croce greca del XII secolo. Su una solitaria collinetta a due km dal borgo sorge il Convento dei Cappuccini, costruito nel 1260 e completamente restaurato per volere della feudataria Vittoria Colonna, moglie di Ferdinando d’Avalos. Nel 1531 fu donato da Antonella dei Conti d’Aquino al nuovo ordine dei Frati Minori Cappuccini, insieme a un terreno circostante. Interessanti il chiostro e la chiesa dedicata ai due Giovanni, Battista ed Evangelista. La biblioteca conserva preziosi incunaboli donati ai frati dal monticiano Giovan Thomaso Cimello, letterato e musicista del XVI secolo.
Notevoli sono i prosciutti e gli altri prodotti di norcineria. Da considerare anche l’olio extravergine d’oliva, essendo Monte San Giovanni inserita nel circuito delle Città dell’Olio, e i formaggi ovini e caprini.